Jung, la Croce e lo Yoga tra Oriente ed Occidente



C.G. Jung e la sua psicologia sono inseriti in ogni contesto spirituale e astrologico orientaleggiante per dare un senso di scientificità e autorevolezza ad ogni teoria anche la più strampalata.

Ma egli RIFIUTA tutto ciò infatti scrive:  

"Il mio atteggiamento critico di rifiuto nei confronti dello yoga non significa affatto che non consideri questa conquista spirituale dell’Oriente una delle cose più grandi mai create dallo spirito umano. La mia critica investe esclusivamente l’uso dello yoga da parte dell’Occdente dove lo sviluppo spirituale ha seguito vie del tutto diverse da quelle dell’Oriente, preparando un terreno oltremodo sfavorevole alla pratica dello yoga"  (C.G Jung, "Lo Yoga e l'Occidente").

E' utile anche ricordare come nelle grandi tradizioni orientali, i Maestri raccomandavano agli allievi di meditare sempre e solo se si era in buone condizioni fisiche e mentali. Oggi queste pratiche "occidentalizzate" dicono di meditare per guarire dai mali del corpo e della mente, ribaltando completamente il concetto e facendolo diventare un "mezzo utile" a qualcosa, nella perfetta coerenza "utilitaristica" occidentale. Ma la meditazione non è "utile" a qualcosa, neanche al raggiungimento dell'Illuminazione, essendo esso uno stato non conoscibile razionalmente nè comunicabile (si raggiunge solo qualcosa che è pensabile o che già si conosce).

 Inoltre, in un ricordo di un colloquio riferito dal prof. Walter Uhsadel,  Jung disse:
 «Vede, questa è la cosa decisiva per noi». «Vengo or ora dall’India, lì ho riscoperto questo. L’uomo deve riuscire ad affrontare il problema della sofferenza. L’uomo orientale vuole sbarazzarsi della sofferenza togliendosela di dosso. L’uomo occidentale tenta di reprimere la sofferenza per mezzo di droghe. La sofferenza dev’essere invece superata, ed è superata solo sopportandola. Questo lo impariamo solo da Lui» e così dicendo indicò il crocifisso.

Spero che questo venga tenuto in considerazione quando ci vogliamo gettare tra pratiche orientali non meglio conosciute che promettono pace e felicità! S.C.