Si sa, e la psicologia ce lo conferma, che per strutturare la nostra identità, il nostro essere, abbiamo bisogno dell'Altro: il nostro Io cioè non è tanto "mio" non è tanto, come crediamo, quel nucleo privato che si costituisce a presciendere dal mondo, ma bensì è il nostro rapporto con il mondo, uno scambio continuo con esso.
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"Perchè è successo a me?": colpa, religione e felicità
La felicità muta col cambiare dell'assetto
sociale e storico: diversa è la felicità e i mezzi per raggiungerla in
un contesto cristiano rispetto al mondo greco, così da quello
industrializzato. Ma il contesto non dipende da me. Mi ci calo, lo vivo,
ma non dipende da me.
Chi può parlare di Psiche? dalla scienza all'arte
Platone diceva che solo Dio può parlare
dell'anima, figuriamoci allora cosa possono aggiungere gli psicologi,
gli "esperti" pensatori, gli psichiatri che si affannano a rincorrere
parole nuove per descrivere la mente, ignorando che l'unica cosa che
descrivono è il loro punto di vista sulla mente e che quel punto di
vista è sempre creato dalla stessa mente che cercano, invano, di
catturare.
Sul Religioso e la Follia
Dal romanticismo si è presi a pensare al individuo e alla propria
libertà, raggiunta principalmente rinnegando ogni forma di religione.
Ma l'assenza del religioso non porta libertà ma follia.
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